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Le tue domande...


UDITO:

  1. Come funziona il mio orecchio?
  2. Come viaggia il suono attraverso l'orecchio?
  3. Perché si perde l’udito? Quali sono le cause?
  4. Se sono spesso in mezzo ai rumori il mio udito si danneggia?
  5. Perché alcuni suoni li sento bene e altri no?
  6. Sento ma non capisco… a cosa è dovuto?
  7. Il test dell’udito è doloroso?
  8. Cosa sono e a cosa sono dovuti quei fischi/ronzii che sento nelle orecchie?

1. Come funziona il mio orecchio?

L’apparato uditivo viene suddiviso in tre parti che prendono il nome di: orecchio esterno, medio e interno. L'orecchio capta i suoni, li traduce in impulsi elettrici e li trasmette, per mezzo di fibre nervose, al cervello, dove vengono letti ed interpretati.
Per capirne di più si può immaginare di entrare in questo organo e "visitare" le sue diverse parti....

Orecchio esterno
Costituito dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno, l’orecchio esterno raccoglie e convoglia le onde sonore alle strutture dell’orecchio medio e, grazie alla sua particolare conformazione anatomica, garantisce un’adeguata protezione della membrana timpanica da agenti e fattori esterni.

Orecchio medio
L'orecchio medio contiene i tre più piccoli ossicini del corpo umano: martello, incudine e staffa. Stimolati dal timpano, entrano in vibrazione e i loro movimenti trasmettono all'orecchio interno tutta la sofisticata gamma dei suoni.

Orecchio interno
Complesso sistema di cavità accolte nella rocca petrosa, l’orecchio interno è sede dei recettori periferici dell’apparato uditivo (coclea) e vestibolare (labirinto). La coclea è costituita da cellule ciliate che effettuano la traduzione dei suoni da vibrazioni ad impulsi elettrici che, tramite le fibre del nervo acustico, arrivano al cervello dove determinano la sensazione sonora.


anatomia dell'orecchio


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2. Come viaggia il suono attraverso l'orecchio?

L'orecchio è un organo di piccole dimensioni, ma è una delle più grandi meraviglie del mondo! L'anatomia dell’orecchio è tale da captare le onde sonore e amplificarle. Una volta che queste onde sonore penetrano nell'orecchio, esse seguono quello che può sembrare un percorso lungo e tortuoso, ma di cui ogni passo svolge una funzione ben precisa. Ecco come funziona:

  1. I suoni provenienti dal mondo esterno vengano captati dall'orecchio esterno, costituito dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo. Quando le onde sonore penetrano nell'orecchio, il condotto uditivo amplifica il livello sonoro dei toni che agevolano la comprensione del parlato.

  2. Il condotto uditivo protegge inoltre la membrana che separa l'orecchio esterno dall'orecchio medio. Essa si chiama "timpano" e vibra al contatto con le onde sonore.

  3. Le vibrazioni vengono trasferite verso tre ossa di piccole dimensioni chiamate ossicini. Esse sono il martello, l'incudine e la staffa e funzionano da ponte tra il timpano e l’orecchio interno.

  4. Attraverso gli ossicini, le vibrazioni raggiungono la coclea. La coclea è una capsula a forma di spirale somigliante a una chiocciola e contenente un sistema di tubi pieni di liquido.

  5. Quando il suono raggiunge la coclea, il liquido inizia a muoversi mettendo in moto migliaia di minuscole cellule ciliate.

  6. I movimenti delle cellule ciliate vengono trasformati in impulsi elettrici che viaggiano lungo il nervo acustico fino al cervello stesso.

  7. Il cervello interpreta gli impulsi elettrici rendendo comprensibile ciò che viene detto.
anatomia dell'orecchio



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3. Perché si perde l’udito? Quali sono le cause?

Diverse possono essere le cause di una perdita d’udito (ipoacusia):

  • Presbiacusia (cioè perdita uditiva) legata all'invecchiamento.
  • Esposizione a rumori troppo intensi (per esempio: musica nelle discoteche, traffico in strada, lavoro in ambiente rumoroso...).
  • Ereditarietà.
  • Problemi vascolari e circolatori.
  • Meningiti.
  • Trauma cranico.
  • Ototossicità: certi farmaci possono esercitare un'azione nociva sull'udito e sono per questo definiti ototossici (cioè tossici per l'udito).
  • Fumo e alcool.
  • Malattie infettive: diverse malattie da batteri e da virus (scarlattina, rosolia, meningite e altre) possono danneggiare l'orecchio e provocare perdite di udito più o meno gravi.
  • Traumi acustici (per esempio: colpi ravvicinati d'arma da fuoco).


Per quanto riguarda i bambini le cause principali possono essere:

  • In età pediatrica molti bambini soffrono di otite media, disturbo che, se trascurato, può causare perdite uditive.
  • Fattori ereditari.
  • Infezioni congenite (TORCH).
  • Prematurità.


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4. Se sono spesso in mezzo ai rumori il mio udito si danneggia?

Chiunque lavori in ambienti rumorosi (officine di riparazione auto, segherie, altoforni, addetti a martelli pneumatici, discoteche, etc.) e viene a contatto per molte ore con suoni o rumori di intensità elevata può andare incontro ad una perdita di udito più o meno seria in base alla specifica sensibilità di ognuno, all'intensità e durata di esposizione al suono, all'efficacia dei mezzi di protezione usati (tappi antirumore).

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5. Perché alcuni suoni li sento bene e altri no?

Perché la perdita di udito può riguardare solo una certa porzione del campo uditivo (per esempio: una perdita in caduta sulle frequenze acute comporta difficoltà nel sentire lo squillo del telefono, il campanello della porta, l’ascolto della televisione oppure la conversazione in ambienti rumorosi).

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6. Sento ma non capisco… a cosa è dovuto?

E’ importante premettere che in un’ipoacusia è necessario valutarne oltre all’entità, anche il tipo; possiamo pertanto suddividere le ipoacusie in:

  • Ipoacusia trasmissiva: quando la perdita uditiva è dovuta ad un danno all’orecchio esterno o medio, cioè a quella parte dell'orecchio che è preposta alla trasmissione meccanica del suono. Chi è affetto da questa patologia sente semplicemente tutti i suoni con minor intensità.
  • Ipoacusia neurosensoriale: quando la perdita uditiva è dovuta ad un danno all'orecchio interno che non è più in grado di svolgere correttamente o completamente la funzione di trasformazione delle vibrazioni sonore in impulsi nervosi. Chi è affetto da questo tipo di ipoacusia sente ma non capisce le parole.
  • Ipoacusia di tipo misto: si verifica quando il danno è contemporaneamente all'orecchio medio e all'orecchio interno.

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7. Il test dell’udito è doloroso?

Il test dell’udito o esame audiometrico non è assolutamente doloroso; può essere effettuato solo dopo un’attenta indagine otoscopica (osservazione del condotto uditivo mediante una piccola lampada) per accertarsi che non vi siano impedimenti all’esecuzione e viene effettuato in una cabina completamente insonorizzata, indossando un paio di cuffie collegate all’audiometro. Vengono inviati dei suoni ad intensità decrescente per stabilire qual’è il livello minimo di sensazione uditiva, alle diverse frequenze, andando così a delineare la curva audiometrica sia per via aerea (appunto indossando un paio di cuffie) sia per via ossea appoggiando un vibratore dietro all’orecchio, a livello della mastoide.
Per avere un quadro il più preciso possibile si effettua anche la rilevazione della soglia del fastidio, cercando i suoni elevati che creano fastidio e si effettua poi la prova vocale in campo libero, per conoscere il livello di discriminazione vocale del paziente.


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8. Cosa sono e a cosa sono dovuti quei fischi/ronzii che sento nelle orecchie?

Sono rumori fastidiosi, a volte anche intensi, che si possono percepire localizzati in uno o in entrambi gli orecchi, oppure genericamente all’interno della testa.
Gli acufeni possono esprimersi in molti modi: comunemente sono percepiti come fischi “sottili” di frequenza acuta, altre volte come ronzii e quindi più spostati verso le frequenze gravi, in altre occasioni hanno uno suono variabile e diffuso su tutte le frequenze dell'udibile, oppure sono di tipo pulsante come il cuore o intermittente come uno scatto meccanico.
Gli acufeni non sono definibili come una specifica malattia, possono costituire un sintomo di malattie, non necessariamente a carico dell'orecchio o delle vie acustiche, anche se molto spesso dietro all’acufene c’è solo un modestissimo danno all’orecchio interno.
Nella maggior parte dei casi gli acufeni sono di tipo soggettivo cioè possono essere percepiti solo dal soggetto che ne soffre, solo in rarissimi casi sono di tipo oggettivo, vale a dire che sono ascoltabili anche da un esaminatore esterno.
Gli acufeni oggettivi sono generati da un movimento meccanico all'interno del cranio o nel distretto cervico facciale. Alcuni esempi sono costituiti da piccole contrazioni cloniche di alcuni muscoli o dalla rumorosità del torrente sanguigno nelle arterie.

Gli acufeni soggettivi nascono all'interno delle vie uditive o del cervello e sono invece un suono “fantasma”, udibile unicamente dalla persona che ne soffre.

Il luogo che “da il via” agli acufeni è, secondo le ricerche più recenti, sempre l’orecchio interno
(la chiocciola) nel quale una sofferenza anche lieve e transitoria può dar luogo ad acufene.
Spesso altri piccoli problemi agiscono creando o potenziando gli effetti del piccolo danno all’orecchio (e cioè la percezione dell’acufene): problemi di articolazione cervicale o temporomandibolare o di postura, problemi all’orecchio medio, cause vascolari o problemi alle vie nervose tra l’orecchio e il cervello.
Tuttavia bisogna ricordare che, in realtà, spesso gli acufeni vengono mantenuti in essere dal cervello anche se la causa di partenza del disturbo non è più attiva.
Per ulteriori dettagli clicca qui.


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